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Unetica della trasparenza

Lo spazio, vero protagonista di ogni progetto, è il risultato delle diverse proporzioni e dei rapporti di forza che si stabiliscono tra i mobili, i volumi, le aree vuote, talvolta più importanti di qualsiasi arredo.

Credits

Interior Designer

Zenucchi Design Code

Gestire al meglio lo spazio dove vivere e lavorare.

Un Arredare in levare. Uno stile che preferisce alleggerire piuttosto che caricare; una filosofia del progetto che mira a trovare soluzioni, per gestire al meglio lo spazio dove vivere e lavorare, per concretizzare l’idea che si agita nella mente del committente senza riuscire a prendere forma. È il modus operandi di Zenucchi, che si sprigiona in tutte le sue realizzazioni, sempre curate nei minimi dettagli, sempre concepite dopo un’attenta analisi delle esigenze, dei gusti, della personalità di chi ha di fronte: arredare non significa semplicemente riempire una scatola vuota con mobili di alta qualità, ma dare un impronta chiara, uno stile deciso, una coerenza all’ambiente a disposizione. In questo caso l’intervento di Zenucchi ha trasformato l’area spoglia e impersonale di un vecchio market nella nuova sede di un’impresa costruttrice di alto livello, con uffici, studi tecnici e sale riunioni da dedicare ad una nuova attività: forme pure e strettamente funzionali proprie di una struttura lavorativa si armonizzano dando vita ad uno stile moderno ma non eccessivo, che coniuga eleganza e razionalità. Lo spazio, vero protagonista di ogni progetto, è il risultato delle diverse proporzioni e dei rapporti di forza che si stabiliscono tra i mobili, i volumi, le aree vuote, talvolta più importanti di qualsiasi arredo; contribuisce all’insieme anche dalla scelta dei materiali, magari non molti, ma che si ripetono creando corrispondenze e movimento come nelle stanze di questi uffici.

Un ambiente trasparente come metafora delletica di lavoro.

Il vetro, il cristallo, il metallo sono modulati e legati tra loro da un tono di beige più caldo, usato per la resina del pavimento e il grassello monocromatico dei muri portanti e del soffitto. L’effetto è la creazione di un senso di pacatezza, una sobrietà minimal che ritorna nella scelta degli arredi. Tutte le pareti divisorie sono state realizzate in vetro per dare la sensazione di un ambiente aperto; quasi un open space che comunque può permettere una certa privacy ed evitare il brusio costante degli spazi senza suddivisioni; ogni ufficio inoltre è dotato di tende che, grazie ad un meccanismo automatico, scendono e trasformano il vetro in una vera e propria parete in grado di garantire la riservatezza necessaria alle riunioni di lavoro più delicate. Un ambiente “trasparente” come metafora dell’etica di lavoro propria dell’azienda, che intende instaurare rapporti limpidi con tutti, dai clienti ai collaboratori che, similmente alla ripartizione di questo spazio, si ritrovano nella condivisione di una mission, ma nel contempo sono separati da diversi ruoli e responsabilità. Incrementa il senso di trasparenza la scelta di sfondare le pareti nel soffitto, che s’incastra e abbraccia i muri di vetro, producendo un effetto di sospensione, di leggerezza. Le stanze non sono mai colme di oggetti, ma c’è un vuoto ricercato e calibrato, un equilibrio tra la forma e lo spazio, comunque scenografico, come nell’ufficio presidenziale, caratterizzato da mobili di design, reso importante dalla scrivania in pelle nera, la poltrona e il mobile Frau. Poco distante è situato un piccolo angolo riunione dove spicca il tavolo in cristallo Nomos di Tecno, simbolo Di possenza e solidità, il pavimento in ferro si contrappone alla delicatezza delle superfici cristalline. Di un verde intenso le aree riservate alle piante, racchiuse nel gioco di vetri che costituiscono le pareti degli uffici; piccole serre che spezzano l’uniformità dei colori e diventano visibili dalle diverse postazioni che, nel contempo, aiutano a separare. Volutamente confortevole e accogliente la reception, dove ricevono il visitatore due divani neri Frau e un tavolino rotondo di Minotti, sul quale campeggiano diverse riviste; un ambiente più morbido e meno tecnico che, evitando la tipica sala d’attesa asettica, invita a rilassarsi e mettersi a proprio agio. L’alternanza dei toni chiari e scuri della sala d’attesa prosegue nella scelta di un bancone in vetro nero; un impatto forte e ricercato dietro a cui si collocano due scrivanie con i mobili e le cassettiere IVM; mentre sullo sfondo è disposta una zona verde, al di là della quale s’intravede l’ufficio del presidente. L’illuminazione, non sempre incassata nel soffitto, colpisce le superfici indirettamente, attraverso spot che formano bolli a terra e movimentano le ombre sulle superfici lucide, animando la resina lucente della reception. Sempre dal soffitto dell’entrata scendono due proiettori che, con un sistema di retroproiezioni, riflettono sulla vetrina esterna della sede un catalogo fotografico che mostra le realizzazioni e i lavori dell’impresa: un richiamo pubblicitario innovativo e un segnale forte di una presenza nuova per chi si reca negli uffici per la prima volta. Caratterizza l’ingresso altamente tecnologico anche un corridoio di pavimento vetrato che fornisce luce indiretta al piano inferiore e, soprattutto al momento del crepuscolo, sembra divenire una superficie acquosa, arricchendo ulteriormente la levità armoniosa della realizzazione.

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