Appartamenti

Continuità

Quest’ampio appartamento nel cuore di Milano è un ordinato confluire di spazi, colori e geometrie.

Credits

Interior Design

Zenucchi arredamento and Centimetroquadrostudio

Photographer

Zenucchi arredamento

Progettato da Centimetroquadrostudio, in collaborazione con Zenucchi Arredamento, un ampio appartamento nel cuore di Milano è un ordinato confluire di spazi, colori e geometrie.

Mappamondi, planisferi. Sculture, dipinti, oggetti antichi. Ci sono case che, davvero, sanno farti viaggiare. Ti portano in un mondo di forme e di colori, d’epoche e di ricordi. Lo fanno coi continenti appesi alle pareti, con librerie piene di pagine e di fotografie. Basta che le accarezzi, quelle case. Che lasci libero il tuo sguardo. Solo in questo modo, perdendosi nei dettagli, ti parlerà di chi – quelle stanze – le vive. È una casa così, quella che Centimetroquadrostudio ha progettato a Milano, in collaborazione con Zenucchi Arredamento. Qui, Giorgio Mangiagalli e Stefano Maffeis hanno disegnato spazi riservati, eleganti, indipendenti. Spazi che, ora, vanno a completare le luminose aree esterne. Spazi che sono pieni di carattere, di personalità. Spazi che elementi connettivi collegano tra loro: talvolta, mimetizzati in ricchi arredi; altre volte, assumendo loro stessi una funzione decorativa. È un percorso fluido, questo elegante appartamento. Spazi che confluiscono gli uni dentro gli altri, materie che si fanno aperture e poi chiusure. È una casa che, pur nei suoi angoli privati, ha barriere leggere. E un design che unisce, sul pavimento in rovere chiaro. I colori sono studiati, misurati. Dominano il nero, il grigio, il bianco: sono loro i protagonisti. Ma sanno fare un passo indietro: quando irrompono il pastello di una sedia, o l’arancio acceso di un vano a giorno, fanno da sfondo. Uno sfondo meraviglioso, acceso dalla luce: perché qui, i raggi del sole, filtrano dalle enormi porte scorrevoli, realizzate su misura in ferro grezzo trattato a cera, con un foglio di lino bianco racchiuso tra i due vetri. Illumina tutto, quella luce. E quando il sole ormai è basso, si fa aiutare dalle lampade. Iconiche e fiere. Nella zona giorno, la Pipe Light-L di Henge illumina la Denny di Rodolfo Dordoni (Minotti), che ha alle spalle una libreria in nicchia col suo ferro grezzo trattato a cena.

I raggi del sole filtrano dalle enormi porte scorrevoli, realizzate su misura.

E poi la parete, coi listelli in noce scuro e – nascosta – la porta a bilico, che conduce alla zona notte. Il grande divano White di Rodolfo Dordoni (Minotti) guarda al terrazzo e, come lui, la zona pranzo. Qui, la Sorry Giotto (Catellani&Smith) illumina – coi suoi cerchi sottili – il tessuto delle sedie. Somiglia a una scultura, come la Aim di Ronan & Erwan Bouroullec (2013, Flos), coi suoi lunghi fili e i suoi faretti puntati sul colore. Verdi, gialle, azzurre, lilla: le sedie di Carl Hansen somigliano ai pastelli a cera. E risaltano, tra il bianco della cucina e la libreria color della pece. Che, qui, ospita tazze, bicchieri e stoviglie. Torna, il colore, sul terrazzo. Torna nel tavolino in ferro battuto, nei tappeti con le sue bolle. E poi nelle camerette, dove una carta da parati disegna il mondo e la Fortepiano di Rodolfo Dordoni (Molteni & C.) accoglie i giochi e i quaderni. Anche nella stanza padronale troviamo la carta da parati. Solo, è beige e ha i decori bianchi. Fa da sfondo al letto, coi tavolini al posto dei comodini e – ai piedi – il tappeto berbero. Dalla parte opposta, la parete attrezzata ha il senso di un soggiorno; alle spalle del letto, il bagno è uno spazio intimo e riservato. Con la vasca freestanding, il servomuto Voilà di Studiopepe (Ivano Redaelli), la rubinetteria – modello Sen di Gwenael Nicolas per Agape – che ricorda una scultura e poi, al muro, un quadro astratto. Ché il colore è luce. E, qui, traccia una linea sottile. Tra gli spazi, tra il dentro e poi il fuori. Tra le stanze e la vita.

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