Ville

Come il bianco e come il blu

Nel cuore della Franciacorta, luce e minimalismo disegnano una villa dai tratti moderni.

Credits

Interior Designer

Zenucchi Design Code

Photographer

Michele Notarangelo, Andrea Rinaldi

Luce e minimalismo si fondono per creare una villa con caratteristiche distintamente moderne

Nel cuore della Franciacorta, luce e minimalismo disegnano una villa dai tratti moderni.

In Franciacorta, tra i vigneti e le colline, c’è un guscio grigio d’intonaco e di pietra. Ha un cuore candido, quel guscio. È pieno di bianco, ma con un po’ di blu. È racchiuso in un abbraccio di verde e di pace. Il prato, le palme. E quella piscina azzurra come il cielo. Quieta cornice per un’abitazione che è luce ed è famiglia. Un’abitazione ristrutturata da Zenucchi Design Code, e pensata per accogliere una mamma, un papà e i loro due bambini. Un’abitazione dall’animo minimalista, con la luce che si riflette sul vetro, sugli specchi, sui dettagli lucidi e sui particolari cromati. E così, su di un pavimento in gres porcellanato – dentro come fuori –, hanno casa arredi semplici, eleganti, per lo più riadattati dalla vecchia abitazione, più piccola, arredata lei pure da Zenucchi Design Code. È bianco come il ghiaccio, l’arredo. Bianca e lucida è la cucina Dada, col suo piano in okite e con il nero inchiostro del Kitchenaid Artisan, un robot da cucina che è come un pezzo d’arte. Bianco è il soggiorno, col suo divano angolare, con le alte sedie Carol di Emanuele Zenere (Cattelan Italia) e con il lampadario plasmato da un artigiano di Murano.

Solo pochi elementi rompono il candore. Il blu del tappeto, il nero dei tavolini 081 Réaction Poétique di Jaime Hayon (Cassina), il quadro di Manuel Bonfanti col suo strillo silenzioso. E ancora il blu, quello di una lampada da terra che somiglia al mare. È la lampada Graf, nata dalla collaborazione tra Diesel e Foscarini e omaggio alla natura, alla sua magia e ai suoi colori. E poi c’è il cristallo, quello del tavolo Ray di Paolo Cattelan (Cattelan Italia), e quello della mensola Everywhere di Studio GL (Glas Italia), con le sue trasparenze e i suoi specchi.

È, larea living, tutto un incontro di bianco e di blu. È calma. È tranquillità. È pace, entusiasmo, solarità.

È, l’area living, tutto un incontro di bianco e di blu. È calma. È tranquillità. È pace, entusiasmo, solarità. È il racconto di chi, quella casa, la vive. Con la sua giovinezza e la sua allegria. Dall’area giorno, scale in gres porcellanato conducono agli altri piani. Hanno il corrimano in ferro verniciato, lui pure minimalista. Hanno scenografici segna-passi, e luminosi volumi in cartongesso che sono una sorpresa. Salendole, ecco la zona notte. Con le sue travi di bianco smaltate, con la sua ironia e il suo cuore metropolitano.

Accanto al letto Memo 2 di Carlo Colombo (2006, Poliform), nella camera padronale trovano posto due diversi comodini. Da un lato il Cesar di Rodolfo Dordoni (Minotti), che è gioco ed è sorrisi. Al suo fianco, il Cork di Jasper Morrison (2004, Vitra) è di sughero ed è inatteso. Non vi è alcuna decorazione, all’interno della stanza. Solo un’opera di Manuel Bonfanti incontra lieve la parete. Se i bagni sono bianchi, quasi ottici, col loro laccato lucido e con i top in Geacryl, l’esterno è acceso da colori forti. Sotto al portico, dinnanzi un divano che è bianco ed è grigio, pouf e chaise-longue di Paola Lenti dipingono lo spazio di viola e di blu. Due iconiche Nemo di Fabio Novembre (Driade) vegliano la piscina. Paiono voler proteggere quella casa, la sua famiglia. E la felicità che, bianchissime mura, custodiscono immobili.

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