Appartamenti

Un Caratterino Frizzante

Si sta lì, come attratti da baci rossi sul muro. I riverberi della Big ondeggiano fino in cucina, appena separata da un taglio netto di muro con due scorrevoli in vetro.

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Photographers

Michele Notarangelo, Andrea Rinaldi

Le stanze sono cresciute affinandosi per gradi.

Tra le colline bergamasche che si addensano pigre, impinzate di ogni ben di flora e fauna, in uno squadro di erbe rase, ti ritrovi d’improvviso svegliato – con gentilezza – da un caratterino frizzante. Dal fuori soporifero, alle bollicine vivide che schiumano dentro la villa. Si direbbe “coltivata” come un vitigno di pregevole champagne. In parte è così. Le stanze sono cresciute affinandosi per gradi. Quando erano quasi formate, con pareti e rivestimenti scelti dai proprietari, Zenucchi Design Code ne ha con decisione rimarcato il “perlage”, in accordo con radici e germogli d’ispirazione già diffusi. I due livelli, sostenuti da un accurato progetto di materie, luci, tinte, arredi, complementi hanno ora la bontà voluttuosa di un gran calice. Sulle trasparenze dei bianchi alle pareti – spesso sbalzate in concavi o convessi -, sui parquet sabbia in rovere, risalgono per lo più tinte chiare.



Si sta lì, come attratti da baci rossi sul muro.

Ma il caratterino a un tratto sa esplodere effervescente, soprattutto nel living. Qui, oltre ai bruniti della terra, come nel rivestimento della parete della scala – realizzato in esclusiva – in listelli di noce massello e un corrimano a filo in lamiera, ci sono vari “pantoni”. Il platino della poltrona P22 di Patrick Norguet (2013, Cassina), il grigio-zucchero del divano di Rodolfo Dordoni (Minotti), il denim scuro del sistema a giorno (Poliform), quello più tenue del tappeto e il bronzo del tavolo in lamiera Ferro di Piero Lissoni (1994, Porro). E poi eccoti la scossa, le storiche sedie 412 CAB di Mario Bellini (1977, Cassina) in cuoio bordeaux bulgaro, due ceramiche carminio, alcune tele da movimento Fauvista, e lei, la Big Shadow di Marcel Wanders (1998, Cappellini) che arroventa quel che gli capita a vista.

Si sta lì, come attratti da baci rossi sul muro. I riverberi della Big ondeggiano fino in cucina, appena separata da un taglio netto di muro con due scorrevoli in vetro. Un lampo di brace a contrasto: il modello Varenna è rigoroso e bicolore, yin e yang. La cottura su banco centrale e la dispensa sono laccate in quarzo opaco, con top e zona lavello in pietra scura antracite. Il tavolo a scomparsa è artigianale, travi in massello di rovere tenute a doppia coda di rondine; vicino, le intramontabili burrose Plastic Armchair DAW di Charles & Ray Eames (1950, Vitra).

Yin yang anche nella camera padronale e nel bagno, con scosse più che cromatiche di struttura. Dietro il letto Shin di Piero Lissoni (Porro) con testata in pelle nera e tubolari in acciaio satinato, il biondo rovere risale e si spinge illuminato sotto la neve di una controparete sporgente. Monacale il resto, come la cabina armadio artica (Poliform).
Cin.

 

 

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