Ville

Riservata Personale

Nella rilassata cornice della Versilia, un’affascinante padrona di casa si circonda di arte moderna e icone del design.

Credits

Productions

Paola Moretti

Photographer

Valentina Sommariva

Nella rilassata cornice della Versilia, unaffascinante padrona di casa si circonda di arte moderna e icone del design.

Elisabetta Avanzini Morandini voleva uno spazio diverso per la sua casa di vacanza, non la classica villa. Dopo aver visitato numerose proprietà, la sua scelta è caduta su un edificio dell’’800 in pietra, in un antico borgo della Versilia. Ex laboratorio per il taglio e la lavorazione di marmi, era stato trasformato in galleria d’arte dai precedenti proprietari. Affascinante moglie di un imprenditore lombardo, Elisabetta è un’esteta, appassionata di moda, d’arte, di cose belle ed autentiche. Esuberante ed intraprendente, si è occupata della ristrutturazione e degli arredi della nuova casa con Giacomo Zenucchi, suo fornitore di fiducia, che ha diretto il cantiere e ordinato i pezzi scelti personalmente dalla padrona di casa. Paola Moretti ha suggerito la sua ricerca di lampade scultura, in particolare le scenografiche madreperle di Verner Panton e quelle in carta di riso del giapponese Isamu Noguchi. Un intervento a più mani… la padrona di casa ama chiedere consigli a tutti, ma sa quel che vuole: sceglie con gusto eclettico, sulla spinta del piacere, con equilibrio e senso dello spazio. “Non eccedo mai con l’arredamento” dice, “desidero mantenere un’atmosfera essenziale e luminosa“. È questo il fil rouge che ha seguito nell’arredare le sue case.

La purezza del décor risiede nella negazione di ogni proclama.

Il volume intero del living con i soffitti alti nove metri, è stata un’ idea di Elisabetta, determinante per liberare completamente lo spazio, tranne l’appartamento destinato agli ospiti e la cucina, chiusi da porte a scomparsa nella parete. “Ho fatto abbattere i muri non portanti per ottenere uno spazio unico, living e pranzo aperti ma separati dalla cucina e dallo spazio destinato agli ospiti”. L’abbattimento delle pareti e il volume a tutta altezza lasciano filtrare la luce naturale creando un’atmosfera contemporanea. Una scala in ferro conduce al primo piano, dove si trova la zona notte, con le camere dei padroni di casa e della figlia, separate da un mezzanino che affaccia sul grande open-space del piano terra. Definito il contenitore con un intervento sommesso di colore grigio malta, il bianco calce per i soffitti a capriate ha portato nuova luce sui travi in legno, mentre i pavimenti sono un tono di grigio più chiaro delle pareti; tutto rigorosamente opaco. Scelta della padrona di casa: “Non amo i colori, ma prediligo il bianco e il nero, declinati nei toni dei grigi”. Elisabetta ha poi voluto accompagnare alcuni pezzi storici del design con opere di giovani artisti emergenti, “m’interessano gli artisti del presente, perché viviamo nello stesso mondo e mi piace osservare come lo interpretano”. Un’oasi contemporanea nella tradizione della Versilia.
 “Adoro stare qui, con la mia famiglia e i miei amici”, aggiunge Elisabetta, “occasione di scoprire anche nuovi artisti”. Il risultato è uno spazio elegante dove ricevere e organizzare cene fra amici, con arte e quotidianità in costante interazione. Oltre alle magnifiche lampade, fra gli arredi design, ci sono i divani Raffles di Magistretti, vestiti di lino grigio, come sono in lino chiaro e leggero tende, letti e cuscini. Citazioni design anche per le sedie disuguali ma accoppiate intorno al tavolo: due più due B&B in tessuto di lino grigio antracite, una coppia di “Y’s chairs” di Wegner nere, un’altra coppia di Piet Hein Eek. Altre sedute si trovano nel living e nelle camere, firmate da Tom Dixon a Marc Newson. Pezzi iconici sono la poltrona king size di Eames, nella versione legno e pelle bianca, completa di pouf, per un angolo riservato del soggiorno destinato alla lettura; e il mobile contenitore, riedizione di Gio Ponti, nella camera da letto.

La prima opera che ha colpito Elisabetta, dando origine alla piccola collezione d’arte contemporanea, è il rinoceronte di Bombardieri sospeso alla travatura in ferro che sovrasta il living. Un coup de foudre, anche per la dimensione reale della scultura. “Mi è sembrato ideale per il living con il soffitto altissimo, si inserisce perfettamente nella struttura portante in ferro che fa da cornice naturale e mi divertiva l’idea di sospenderlo nel vuoto”. Sorride, “Rhino è il mio primogenito”, la prima di una serie di opere di giovani artisti che Elisabetta Morandini ha pensato di collezionare nel suo buen retiro. Lo spazio per la cucina, non molto grande, è stato ben risolto da Boffi: funzionale e rigoroso, c’è tutto quello che serve, perfino un piccolo orto di piante aromatiche. “Amo cucinare, pertanto la cucina non deve rispondere soltanto ad esigenze estetiche, ma anche pratiche”, dice Elisabetta, che adora fare lunghe passeggiate a piedi con i suoi cani o in bicicletta nella pineta lungo il mare. Sempre al piano terra, oltre al living, c’è un appartamento degli ospiti che affaccia sul giardino di aranci, bergamotti e limoni. Nel piacevole agrumeto si trova anche un’altra dependance per gli ospiti.
La luce del giorno avvolge le superfici e le cose, traducendosi in un’atmosfera vivace dove l’economia formale e la ricerca di armonia degli spazi confermano che scelte, contraddizioni e stili diversi sembrano attraversati da un comune desiderio di semplicità: la purezza del décor sta nella mancanza di proclami, nella relazione con l’esistente, rispettosa ma senza soggezione.

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