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Rigorose emozioni

Arte, contrasti e un’armoniosa sinfonia.

Credits

Interior Designer

Zenucchi Design Code

Lemozione di sentirsi a casa, a un passo dal cielo.

Val Seriana, colline bergamasche. Lievi figure femminili, intrappolate nell’eternità dell’arte, accolgono il visitatore al suo ingresso. L’una, accovacciata, profuma di mondi lontani. L’altra, eterea e orgogliosa, si tende a raccogliere i raggi che il verde delle valli attorno dipinge. All’ultimo piano di un elegante palazzo, l’attico ristrutturato da Zenucchi sa come emozionare. Emozione calda. Vibrante. Rassicurante. L’emozione di sentirsi a casa, a un passo dal cielo. Tutto comincia da una richiesta: sfruttare al meglio l’inutilizzato spazio esterno. E da un’esigenza: riposizionare con personalità gli ambienti interni. Ecco quindi che il laterizio viene eliminato, e che il muro cambia volto. Trasformandosi, per lasciar spazio alle enormi finestre terra cielo. O travestendosi, di texture a sorpresa. C’è il legno. C’è il ferro. C’è la resina. Ogni parete una scoperta, e un mondo da inventare. In soggiorno domina la boiserie in legno di eucalipto, all’ingresso la resina cementizia. Sotto la televisione, una panca in pietra del Cardoso integra il camino, con le sue fiamme vive che squarciano la lamiera cerata. A rifletterle intervengono le irregolari geometrie del coffee table Tetris di Massimo Castagna (2014, Gallotti&Radice).

Ogni dettaglio è studiato per rispecchiare lo stile dei suoi proprietari.

In tutta la casa, il parquet in rovere nodato e spazzolato regala una morbida uniformità, su cui poggiano leggeri tendaggi dai toni neutri. Ogni dettaglio è studiato per rispecchiare lo stile dei suoi proprietari. Le incongruenze si fanno coerenti. I contrasti vengono accentuati. Come filo conduttore, il senso estetico proprio dei collezionisti d’arte. Le firme sono di quelle che pesano, e che raccontano la storia del design. In soggiorno, il fascino inglese della Lounge Chair di Charles & Ray Eames (1956, Vitra) si specchia nell’iconica Arco di Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1962, Flos). Ai suoi piedi, il divano 241 Privè di Philippe Starck (2007, Cassina) si abbina alla perfezione, con il suo beige neutrale, al grande tappeto portato a nuova vita. Il divertente 834 Cicognino di Franco Albini (1953; 2008, Cassina) fa da porta telecomando, mentre la Spun Light T di Sebastian Wrong (2003, Flos) separa con grazia luminosa la zona relax dalla sala da pranzo.

Qui, il profilo avvolgente delle Passion di Philippe Starck (2007, Cassina) circonda il Saarinen Dining Table di Eero Saarinen (1953-58, Knoll). Poco sopra, il 2097-30/50 di Gino Sarfatti (1958, Flos) interpreta in chiave industrial gli antichi candelieri. L’atmosfera che ne deriva ha un che di surreale. Come se qui la perfezione fosse assoluta, come se l’immobilità artistica dell’ambiente volesse fare da preludio all’infinito della cucina, modello Duemilaotto di Piero Lissoni (2008, Boffi).

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