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Di Vuoti E Di Pieni

Una casa contemporanea per una famiglia dinamica con tutto ciò che è necessario, moderno e confortevole. E una terrazza da sogno.

Credits

Interior Designer

Zenucchi Design Code

Unarchitettura che cambia sempre, e unaltezza per protagonista: va in scena laffascinante gioco di una vita intelligente.

Nel cuore della Val Seriana, circondata dalle montagne e protetta dal cielo, c’è una villa di nuova costruzione ricca di pieni e poi di vuoti. È tutta su di un piano, la villa, con pochi gradini a dividere la zona giorno dalla zona notte e con, nell’interrato, un ampio garage e una sala per i giochi. È un’abitazione incredibile, questa, che non rinuncia a giocare con l’altezza pur col suo unico livello. Lo fa con un design che colora i vuoti, con vetrate enormi affacciate sul terrazzo. Con la luce che entra forte, col bianco che la riflette, e con una materia che guarda al mondo. Il pavimento, in pietra locale, è lo stesso dentro ma anche fuori: racconta le bellezza dei dintorni, crea un legame con il luogo. Solo nelle camere da letto coi loro bagni, la pietra lascia il posto al legno: qui il parquet è di quelli speciali. Si chiama Domino, ed è realizzato con un legno di frassino trattato termicamente e poi combinato in blocchetti tagliati di traverso. Perché predilige la materia grezza, questa splendida dimora che l’architetto Massimo Castagna ha progettato e Zenucchi Design Code ha plasmato.

Lo si vede dalla scala, con quella parete in doghe di legno dessenze diverse, come diversi sono gli spessori e persino le misure.

Lo si vede dalla scala, con quella parete in doghe di legno d’essenze diverse, come diversi sono gli spessori e persino le misure. Anche le putrelle sono materiche: col loro ferro grezzo, escono dalle pareti su cui poggiano piani di pietra, originali pedate che guardano al camino. Un camino posto al centro della zona giorno, perché della villa è il cuore caldo. Il suo fuoco, fiero e incredibile, pare uscire dalla terra. E illuminare così gli arredi: il divano Freeman “Duvet” di Rodolfo Dordoni (Minotti), le poltrone 637 Utrecht Armchair di Gerrit Thomas Rietveld (1935 – 1988/2015, Cassina). Dal lato opposto, il tavolo 196 Rotor di Piero Lissoni (2009, Cassina), con le sue gambe asimmetriche e – tutt’attorno – le sedie Cab di Mario Bellini (1977, Cassina). Le Inlay di Front (Porro) fanno da contorno, un po’ madie e un po’ arte. Quattro diverse tonalità di rovere accolgono tra loro un profilo scuro, moderna interpretazione del tradizionale incastro: le colora l’Allegretto Ritmico di Atelier Oï (Foscarini), coi suoi grafismi luminosi. E poi, poco lontano, ecco di nuovo il legno. È quello delle colonne attrezzate, ante d’acacia a nascondere forni e dispensa. È quello, termotrattato, del banco snack affacciato sul terrazzo. Al di là della porta scorrevole, la zona notte è un ordinato dedalo di stanze. C’è la camera padronale, con la sua cabina armadio e il suo bagno; e ci sono poi le camerette, due e comunicanti. Possono scegliere di creare un unico spazio, i ragazzi. Possono condividere e comunicare. Protetti da un’architettura elegante e riservata, con grosse ante verticali e scorrevoli che nascondono le porte e le finestre, e cambiano così l’aspetto della casa. Anche il sezionale d’accesso al garage è mimetizzato, sotto listelli di legno orizzontali. Come a proteggere la vita dentro casa, mentre le sue enormi finestre – quella vita – la regalano al mondo.

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