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Appena fuori Bergamo, un appartamento moderno di un giovane ragazzo, progettato per accogliere amici e parenti.

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Interior Designer

Zenucchi Design Code

È unabitazione piena di luce, quella progettata da Zenucchi Design Code.

Appena fuori Bergamo, all’ultimo piano di una palazzina tutta nuova, c’è l’appartamento di un giovane uomo. Un appartamento moderno che, per quel ragazzo, è stato progettato. Per accogliere i suoi amici, i suoi parenti. È un’abitazione piena di luce, quella progettata da Zenucchi Design Code. Un’abitazione fatta di ampi spazi, di tessuti color petrolio. Di lampadari che somigliano a gioielli, di sedute soffici e tappeti ancor di più. A cominciare dal suo open space, con l’ingresso che divide il soggiorno dalla cucina e la porta a bilico che dà accesso al corridoio, ai suoi bagni e alla stanza padronale. Doghe in rovere naturale disegnano gli spazi, senza alcuna eccezione. In soggiorno accolgono la convivialità, quegli arredi che raccontano d’amori e d’amicizie. La chaise longue Amoenus di Antonio Citterio (2006, Maxalto), che è rotonda e delicata. Il divano Andersen di Rodolfo Dordoni (Minotti), ampio e angolare. A suggerire serate di chiacchiere, e pomeriggi di risate. Lì di fronte, due tappeti. Uno blu come l’oceano quand’è profondo; l’altro, diamantato, è il modello Diamantina di Gio Ponti (Amini). E poi i tavolini, che sono tanti e sono diversi. Il Loto (2006, Maxalto) e il Frank (2012, B&B Italia), disegnati, entrambi, da Antonio Citterio. E lo Stools di Charles & Ray Eames (1960, Vitra), un ligneo pomello pieno di storia e di divertimento. Alle spalle del divano, una tela coi suoi colori è contrappeso cromatico del mobile tv. Un mobile di pieni e di vuoti, di bianchi e di marroni. Riflettono, le sue superfici, una luce studiata. Filtra dalla grande finestra, la luce. Dalla sua tenda blu. Si lascia diffondere dai tanti spot orientabili che, sul binario a incasso The Tracking Magnet (Flos), si rincorrono senza mai toccarsi.

Cè spazio solo per la vita. Da vivere, e da condividere.

Mura senza porte separano la zona living dalla cucina. In laminato color antracite, l’Alea di Varenna ha in sé la vita. Il suo piano snack in legno, le colonne incassate nella nicchia, con il loro frigorifero, il forno e la cantina. E poi, dalla parte opposta, quel geometrico gioco di vedo e di non vedo. I CTLine di Victor Vasilev (Boffi) sono una scultura e una dispensa. Accolgono pratici ripiani, ma li celano alla vista. Il soffitto, qui, è bianco ed è puro. Non c’è cappa (integrata invece nel piano cottura a induzione), solo il binario nero coi suoi faretti. È una cucina da vivere, come pure la zona pranzo. Dove il tavolo Arc di Foster + Partners (Molteni & C) ha il ripiano in vetro, e riflette la luce delle tante sospensioni. Firmate Tom Dixon, sono gemme preziose, un po’ tonde e un po’ squadrate. Icone senza tempo, al fianco di una credenza che, quel tempo, lo ha attraversato. Una credenza di famiglia che, restaurata, accoglie ora le linee vintage di una lampada, firmata da Poul Henningsen per Louis Poulsen. È tutta una contaminazione, qui. In camera, il tappeto di Gio Ponti convive con il letto High-Wave di Hannes Wettstein (Molteni & C), verde come la sua tenda e come il bosco. La Ming’s Heart di Shi-Chieh Lu (2016, Poltrona Frau) è compagna della IC Lights T di Michael Anastassiades (2014, Flos). Alle spalle dalla poltrona, un sistema di porte in vetro grigio riflettente – modello Velaria di Giuseppe Bavuso – scherma il bagno padronale. Un bagno tutto bianco, dove il vetro incontra il Corian e i colori sono pochi. Il verde scuro delle tende, l’azzurro pastello del mobile lavabo. Dettagli preziosi, ma giovani. Come la doccia in resina e Ceppo di Grè nel bagno degli ospiti. Perché in questo appartamento alle porte di Bergamo, non c’è spazio per i fronzoli. C’è spazio solo per la vita. Da vivere, e da condividere.

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