Ville

Volevo diventare un libro

Nel bergamasco, una casa coniuga l’amore per la lettura al rispetto per l’ambiente.

Credits

Interior Design

Zenucchi arredamento

Photographer

Andrea Rinaldi, Michele Notarangelo

Ci sono volumi ovunque: in salotto, in sala da pranzo, ma anche in altre forme, confermandosi il filo conduttore dellinterior.

“Una stanza senza libri è come un corpo senz’anima”. Questa casa, invece, di anima ne ha da vendere. Ci sono volumi ovunque: in salotto, in sala da pranzo, ma anche in altre forme, confermandosi il filo conduttore dell’interior. Sono dedicate ai libri le frasi sui fogli del lampadario Zettel’z in cucina ed è per loro anche la citazione di Amos Oz riportata su una parete: «Quando ero piccolo, da grande volevo diventare un libro». Anche i quadri ritraggono personaggi intenti alla lettura. Non potrebbe essere altrimenti in un ambiente così armonioso, che ispira tranquillità e riposo, quel che serve per abbandonarsi a una coccola di inchiostro e cellulosa.

Ma l’anima della casa non è solo bibliofila. Qui conta parecchio anche l’ecologia e il rispetto per l’ambiente. Lo si evince dall’enorme attenzione che è stata posta in molti aspetti, dall’impiantistica alla scelta di materiali e finiture. Spicca subito all’occhio fin dall’esterno, che assomiglia molto ad una casa norvegese: tetto in ardesia (pietra cavata a pochi chilometri di distanza) e rivestimento parete ventilata in legno.

L’efficienza energetica dell’edificio è garantita dall’orientamento ottimale e dall’impiantistica all’avanguardia: sistema fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, sistema solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria, deumidificazione e ventilazione meccanica degli ambienti per la regolazione del comfort abitativo. I serramenti e il cappotto in lana di roccia garantiscono un eccellente isolamento termico e acustico, mentre l’intonacatura in calce naturale è sinonimo di traspirabilità e igienizzazione.

La gestione del giardino denota una sensibilità ispirata ai principi della bioarchitettura.

Il parquet in rovere massello è stato posato a secco su letti di sabbia, dunque senza l’utilizzo di colle che si sarebbero rivelate tossiche, e poi trattato con olio arricchito da propoli e finitura a cera. Persino la gestione del giardino denota una sensibilità ispirata ai principi della bioarchitettura: per l’irrigazione è utilizzata acqua riciclata, proveniente da vasche di raccolta interrate, e si è preferito un prato spontaneo per ridurne gli sprechi di mantenimento.
La scelta dell’arredo è stata ispirata dagli stessi principi. Nel living troneggiano il divano Big Mama di Moroso, le poltrone Sweet 20 di Gervasoni e la poltrona Womb di Aaro Saarinen con struttura in acciaio cromato lucido.

La libreria è stata realizzata su disegno, in abete naturale senza nodi con finitura spazzolata bianco gesso, proprio come il mobile della sala da pranzo, dove regna il tavolo ellittico Ch339 di Carl Hansen, abbinato alle sedie Wishbone Chair. In sala, il tappeto appartiene alla collezione Patchwork Vintage Sartori, mentre il tavolino è il Sullivan di Minotti. Vicino al divano si trovano invece i tavolini-sgabelli Tabouret di Cassina, con un’esclusiva lavorazione a coda di rondine. Sul camino si staglia leggiadro l’Eames House Bird di Vitra. La cucina, realizzata interamente su misura, è stata finita con vernice all’acqua. Nel bagno padronale, il mobile è stato fatto su disegno con finitura spazzolata color cobalto, mentre lo sgabello vicino alla vasca è il Backenzahn di E15, un classico del design tedesco. Nella camera matrimoniale, lo sgabello Eames Stool in noce massello può essere usato anche come tavolino.